Speyer: The Obscure City

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Per fortuna la Lupa non veniva mai in chiesa
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 10/6/2009, 18:03


A Valladolid, quando Anita passava le donne si facevano il segno della croce.
Quante volte si era divertita a contrariare quelle devote peccatrici sfilando davanti alla cattedrale di Nuestra Señora de la Asunción;con i suoi profondi occhi scuri amava vederle sgranare il rosario e chiedere pietà per la sua anima lussuriosa ed il suo corpo lascivo.
Era Isabella Flor de Maria, allora e nè lei, nè le pudiche castigliane potevano sapere che nessuna preghiera, nessun padrenostro avrebbe potuto salvarla ed assicurarle l'immortalità... ultraterrena.
Un sorriso ironico si stese sul pallido volto di Anita: l'immortalità l'aveva avuta, in terra però.
172 anni di vita non sono pochi, bisogna sempre trovare nuovi modi per impiegare il tempo così da non cedere alla noia, per questo la Almodovar aveva studiato letteratura, la poesia, la musica, il disegno.
L'ultima occupazione che aveva scelto per riempire quella porzione di vita consisteva nella fotografia, e proprio per questo motivo la Lupa si trovava lì quella sera: la cattedrale di Saint Patrick costituiva un ottimo soggetto, soprattutto quando il cielo era chiaro e stellato come quel giorno... non una falce di luna sulla volta celeste.
Un veloce sguardo intorno per decidere l'angolazione migliore, qualche impostazione sulla fotocamera e un semplice clic: non sembrava che quell'hobby fosse tanto difficile, cosa che faceva imbestialire la Almodovar a tal punto che decidette di rinunciare dopo soli pochi scatti, buoni, ma non certo originali.
La spagnola si sedette su una panchina di pietra proprio accanto alla facciata della Chiesa, con la consueta grazia scostò il vestito rosso rubino da sotto una scarpa ed accavallò le lunghe gambe, la sua postura era rigida ed eretta, grazie allo stretto corsetto che indossava.
Cominciò a meditare su come avrebbe potuto impiegare il resto della serata: avrebbe ripreso la fotografia il giorno successivo, magari alla luce del sole avrebbe trovato qualche imbarcazione o qualche bello scenario sulla spiaggia o al porto di Speyer.
Il nero sguardo danzò intorno, alla ricerca di una qualche occupazione ma il tentativo non ebbe successo, perciò estrasse il suo quaderno rilegato in pelle ed iniziò a scrivere; la poesia non la stancava mai.


CITAZIONE
Iquitos piange,
selva fitta
scure foglie
bagnate di pioggia,
lacrime per un popolo
dolce ma fiero
che sciolto e disperso
attende vendetta .


Sollevò lo sguardo dal foglio e cominciò a ricordare di Iquitos, probabilmente l'esperienza che più l'aveva segnata positivamente in tutti quegli anni.
Quando Anita ricordava qualcosa con fatica di solito strizzava gli occhi, in modo da assottigliarli e renderli quasi orientali, da grandi e tondi che erano.
Rilassò lo sguardo e chiuse anche il suo quaderno, quindi si perse lnuovamente nei ricordi, quelli piacevoli, e nel rimembrare le scorribande con il suo branco di lupi, sul suo pallido viso si manifestò un freddo sorriso.


Lorenzo Adalberti

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Era alta, magra, aveva soltanto un seno fermo e vigoroso da bruna - e pure non era più giovane - era pallida come se avesse sempre addosso la malaria, e su quel pallore due occhi grandi così, e delle labbra fresche e rosse, che vi mangiavano.
Al villaggio la chiamavano la Lupa perché non era sazia giammai - di nulla.


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Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/5/2009, 13:40


La Lupa era quasi malata, e la gente andava dicendo che il diavolo quando invecchia si fa eremita



Battere il proprio passo col bastone: anche l'eternità ha un ritmo.
Speyer, da quel fantastico pozzo oscuro che era apparso all'inizio, stava pian piano facendosi noia.
Cacciatori, altri vampiri, romantici omicidi: tutta roba già vista, al massimo già letta in qualche romanzetto d'appendice.
Ancora una volta l' istinto aveva portato il Principe a cercare le dure forme della cattedrale; ad osservare -a distanza di sicurezza- il Paradiso Perduto... Meglio regnare all'inferno che servire in paradiso... rendeva l'idea. Come al solito si fermò al centro della piazza, religiosamente si levò il cappello e si segnò.
Ti saluto Dio morto

Ricacciò la tuba in testa, giusto per intercettare una donna alle prese con uno di quegli orrendi oggetti. Una volta c'erano i ritratti, l'arte era ancora talento e sudore... oggi un click e tutti ritraggono la realtà meglio di qualsiasi maestro del passato.
Indispettito decise di dare un senso alla serata: quando avrebbe finito con lei la macchinetta avrebbe scattato l'ultima, sublime foto.

Risoluto mosse il primo passo, accompagnato dal bastone: contemporaneamente qualcosa prese a muoversi verso di lui, solleticando spiacevolmente le sue narici. Un'onda mefitica che aumentava la sua violenza man mano che Lorenzo si avvicinava alla fotografa.
Puzzo di morte e d'istinto, un lupo, nientemeno.

E pensare che stava iniziando ad annoiarsi...
In breve fu seduto accanto alla donna lanciando l'occhio maledetto sulle sacre mura.

Dicono che quelle diavolerie rubino l'anima, cercate quella di Nostro Signore per sostituire la vostra, signorina?

Perfino di fronte alla Grazia Divina la vita è dolce...


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view post Posted on 6/5/2009, 18:29Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 10/6/2009, 18:03


Pallido ed elegante, un signore si avvicinava con passo calmo alla lupa.
Ogni passo un battito di bastone, ogni metro in più un odore sempre più intenso, un brivido lungo la schiena di Anita e il risvegliarsi del suo istinto animale; qualcosa dentro di lei urlava silenziosamente un allarme di pericolo.
La Spagnola rimase esattamente dov'era, forse per incoscienza o forse per orgoglio - scappare sarebbe stato decisamente umiliante, e per di più molto poco elegante-, ma decise di sedersi al 'tavolo delle trattative' con quel fantoccio di carne morta anzichè ingaggiare una lotta.
Avrebbe finto di non temere, avrebbe dissimulato la sua preoccupazione ma non avrebbe celato ciò che dentro di lei si stava facendo largo sempre più prepotentemente: la curiosità.
Uno scintillìo sinistro negli occhi dell'Almodovar apriva allo sconosciuto le porte del suo inconscio: ciò che traspariva chiaramente era il fascino del sublime, l'amore per il pericolo.
Strizzò gli occhi, stava ricordando i racconti del conte Von Plaftz sui vampiri Europei: affascinanti ed eleganti, spesso con un sinistro ascendente sulle persone ed un carisma particolare; così diversi da quell'orda di selvaggi che ad Iquitos avevano sterminato la sua famiglia di lupi.
Osservò l'uomo che le stava accanto: sicuramente di un portamento esemplare e con il proverbiale, sovracitato carisma dei Vampiri, eppure così vuoto dentro: un guscio senz'anima, e si permetteva anche di parlarne, di anima, con una Spagnola, cattolicissima per coscienza e tradizione, accidiosa e lasciva per pigrizia e piacere

La lupa non andava mai in Chiesa perchè era troppo indaffarata per occuparsi di Dio e , forse per ripicca, Dio aveva scelto di non occuparsi di lei, negandole l'aldilà.
"Se la Vostra fede fosse forte quanto la mia credereste che non vi è alcun oggetto al mondo in grado di strappare i doni che Nostro Signore ci ha fatto, o avete forse motivo per credere il contrario, signore?"
Nel parlare induriva le "esse" e le "zeta", cantilenando come sono soliti fare i Castigliani; le sue narici, dilatate per via del fiuto da lupa, continuavano a percepire l'odore di mancata putrefazione eppure stantìa morte nel corpo di lui.
Volse il capo verso il suo interlocutore ed attese la risposta alla sua domanda che era stata volutamente provocatoria.

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Era alta, magra, aveva soltanto un seno fermo e vigoroso da bruna - e pure non era più giovane - era pallida come se avesse sempre addosso la malaria, e su quel pallore due occhi grandi così, e delle labbra fresche e rosse, che vi mangiavano.
Al villaggio la chiamavano la Lupa perché non era sazia giammai - di nulla.


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Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/5/2009, 13:40


L'occhio del Principe correva veloce verso il cielo, scalando l'alta, arrogante cattedrale. Povero, povero uomo. Servire lo stesso Dio di Babele e ancora non aver capito nulla.
Le parole immortali della donna solleticarono un orecchio comunque abituato a percepire la lenta, centellinata, goccia dell'infinito.
Sorrise appena, il vampiro. Il lupo voleva fare conversazione? Pensava così di salvarsi la vita?
D'altra parte se il gatto non gioca col topo poi nemmeno si degna di mangiarlo, l'appetito va stimolato.

Fede, mia signora? Fede in chi? In Vostro Signore che ha maledetto entrambi? E allora perché non nell'Astro del Mattino, che almeno coltiva l'istinto che la vostra razza sventola come eterno vessillo?

Un licantropo religioso... e poi qualcuno aveva ancora il coraggio di stupirsi che Lorenzo non trovasse noiosa la sua immortalità.

State scherzando immagino: qualunque ministro di quello che voi chiamate Dio vi ucciderebbe ...

Lanciò finalmente un veloce sguardo alle forme decisamente provocatorie della ragazza.

Magari regalandovi qualche bell'anello, non dico di no. Una leggera patina d'oro sull'argento mortale; perché privarsi di una corsa su un lupo d'altro canto. O credete anche nella santità del sacerdozio?

Levò una risata limpida, che intrappolò il silenzio notturno della piazza, costringendolo a piegare il capo alla violenza della sua voce.

O siete un'ottima attrice o una folle in piena regola. E devo ammettere il mio debole per entrambe le tipologie...

Le mani del Principe si portarono entrambe sul bastone, gli indici a sfiorare gli occhi dell'aquila, simbolo della nobile famiglia di cui portava gli onori da oltre due secoli.

Perfino di fronte alla Grazia Divina la vita è dolce...


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Fede...
Una parola usata troppo spesso a sproposito: quando era ancora giovane ed umana era raro trovare qualcuno che non ne avesse, soprattutto in Spagna, ma al giorno d'oggi era una tendenza che si stava perdendo, ragion per cui la fede veniva spesso scambiata per devozione.
E Maledizione...
un'altro termine che Anita aveva sentito sempre più spesso.
Ma si poteva definire maledizione il fatto di poter godere infinitamente del mondo, delle sue gioie, dei suoi piaceri, anche perversi e blasfemi, senza avere il timore di una punizione in un aldilà che non avrebbe mai raggiunto?
Buona sorte, questa l'espressione corretta.
La Spagnola guardò intensamente gli occhi del vampiro, dedicandogli un sorriso indecifrabile, quella conversazione prendeva una piega decisamente interessante.
Dall'alto della sua razza si sentiva di poter giudicare il vampiro: privato dell'anima, dell'umanità, a differenza di un lupo a cui era stata donata l'animalità, ma non era stato tolto nulla.

Forse l’ideologia è quel insieme di sciocchezze che se inculcate e coltivate fin da piccoli nei bambini produce degli adulti che ci credono senza ragionare ma voi siete la prova vivente che l'anima esiste, non si può privare una persona di qualcosa che non c'è.
La mia è fede, mio signore, non devozione, nè rispetto.

distolse ora gli occhi da quelli di Lorenzo, cominciando a riflettere su ciò che Dio le aveva donato: ben prima di essere una lupa Anita era , come quella che allevò Romolo, una "lupa" di mestiere .
I ministri di Dio avevano già avuto modo di odiarla, per altri motivi.
Tutto cambia e niente cambia... nemmeno con l'immortalità

Non temo i sacerdoti, sono solo poveri uomini che servono una divinità di cui non ho più motivo di occuparmi; non temo nemmeno Dio, privatami del mondo ultraterreno non ha potere qui in terra, ma ne ha donato uno a me...
Uno , diverso, lo ha donato anche a voi.
Noi ci innalziamo al di sopra degli umani,gli esseri più sublimi fra tutti, e chi è più in alto degli uomini se non Dio?
Noi SIAMO Dio, ecco perchè dobbiamo avere fede.

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Era alta, magra, aveva soltanto un seno fermo e vigoroso da bruna - e pure non era più giovane - era pallida come se avesse sempre addosso la malaria, e su quel pallore due occhi grandi così, e delle labbra fresche e rosse, che vi mangiavano.
Al villaggio la chiamavano la Lupa perché non era sazia giammai - di nulla.


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Quindi avete abboccato all'esca. Un dono...

Lorenzo si passò la mano sulla guancia ruvida di barba ben curata.

Non è un dono, è una falsa promessa. Basta un po' di quell'argento figlio di quella luna a cui dovete tutto; e in cosa si trasforma la vostra immortalità? Dove va a finire il vostro potere divino.
Voi ed io siamo più uomini del resto delle vacche -pardon- dell'umana stirpe; con la semplice differenza che il dono del buon, buon Dio... beh, è una condanna alle eterne fiamme... certo, il giudizio è posticipato, ma la sentenza è già stata pronunciata.


Battè il bastone in terra con vigore.

L'udienza è tolta!

Rise nuovamente. Più a lungo, più forte.

Ma sì, noi due abbiamo trovato il lato buono della maledizione. Da come parlate la pensate come me... non solo siamo divinità, ma siamo dei più passionali degli antichi padri, che invidiavano gli uomini per la loro mortalità... ogni attimo potrebbe essere l'ultimo. Eppure abbiamo abbastanza potere per allontanare da noi la morte finale... quasi sempre almeno.
Maledizioni, doni...


Mh!

Mostri...

Perfino di fronte alla Grazia Divina la vita è dolce...


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