Da qui Messere, si domina la valle. Ciò che si vede, è.
Come spesso accade dopo un tramonto, la notte era giunta. L'ora di svegliarsi.
(No mamma non voglio andare a scuola).C'era stato uno scultore a Speyer. Una mente creativa e ironica che aveva raffigurato le tre razze abitanti della città lì, nella stessa piazza, come fossero compagni di passeggiate.
Come tutte le notti, le strade erano popolate di ombre. Una si limitava ad osservare, dall'alto: sulla cima della statua centrale c'era una sagoma nera, accovacciata. Sarebbe parsa immobile se il vento non le avesse scompigliato i capelli. Era protesa in avanti: si godeva lo spettacolo.
Poco prima un vampiro era passato nella piazza, silenzioso e rapido. Scappava da qualcosa. Qualcuno? Sembrava zoppo, ferito. Sembrava prossimo alla fine.
Aveva appena fatto in tempo a raggiungere l'altro capo della piazza (sprovveduto, muoversi così allo scoperto..) che una macchina sportiva aveva rotto il silenzio notturno con una sonora sgommata, apparendo al limite opposto.
Teresa sorrise a quella nuova entrata in scena. Sembrava interessante.
La macchina percorse l'intero spazio portando il motore al massimo. L'autista sembrava un uomo.
Quando il mezzo sparì in un vicolo all'inseguimento della creatura, Teresa iniziò a contare.
1, 2, 3. Il motore si era spento. 4, 5. Due spari.
Poco dopo ecco tornare la vettura a velocità minore.
Ottima prova davvero.
Appena passò sotto la fontana, la Lune compì un balzo atterrando sul cofano accovacciata come un'assassina. Il cacciatore si rivelò essere una faccia conosciuta: Jhon Flanigan, agente segreto, licenza di uccidere.
Teresa gli sorrise e accennò un inchino.
Aiuto, aiuto
Il Mostro dentro di me
è diventato tanto grande
