Speyer: The Obscure City

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Spettatrice
view post Posted on 29/4/2009, 20:13Quote
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La figlia bastarda della Luna

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 5/5/2009, 22:39


Da qui Messere, si domina la valle. Ciò che si vede, è.



Come spesso accade dopo un tramonto, la notte era giunta. L'ora di svegliarsi. (No mamma non voglio andare a scuola).
C'era stato uno scultore a Speyer. Una mente creativa e ironica che aveva raffigurato le tre razze abitanti della città lì, nella stessa piazza, come fossero compagni di passeggiate.
Come tutte le notti, le strade erano popolate di ombre. Una si limitava ad osservare, dall'alto: sulla cima della statua centrale c'era una sagoma nera, accovacciata. Sarebbe parsa immobile se il vento non le avesse scompigliato i capelli. Era protesa in avanti: si godeva lo spettacolo.
Poco prima un vampiro era passato nella piazza, silenzioso e rapido. Scappava da qualcosa. Qualcuno? Sembrava zoppo, ferito. Sembrava prossimo alla fine.
Aveva appena fatto in tempo a raggiungere l'altro capo della piazza (sprovveduto, muoversi così allo scoperto..) che una macchina sportiva aveva rotto il silenzio notturno con una sonora sgommata, apparendo al limite opposto.
Teresa sorrise a quella nuova entrata in scena. Sembrava interessante.
La macchina percorse l'intero spazio portando il motore al massimo. L'autista sembrava un uomo.
Quando il mezzo sparì in un vicolo all'inseguimento della creatura, Teresa iniziò a contare.
1, 2, 3. Il motore si era spento. 4, 5. Due spari.
Poco dopo ecco tornare la vettura a velocità minore.
Ottima prova davvero.
Appena passò sotto la fontana, la Lune compì un balzo atterrando sul cofano accovacciata come un'assassina. Il cacciatore si rivelò essere una faccia conosciuta: Jhon Flanigan, agente segreto, licenza di uccidere.
Teresa gli sorrise e accennò un inchino.

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view post Posted on 1/5/2009, 12:37Quote
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John Flanigan

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 31/12/2009, 01:21


Una caccia che si era rivelata più impegnativa del dovuto. Non era nel suo stile l’uso di armi da fuoco eppure quella notte non aveva potuto farne a meno, la sua fidata daga si rivelava più efficace con i Lycan.
Un paio di proiettili carichi di Cromo e Sam era ormai un lontano ricordo. A dirla tutta, John non era nemmeno tipo da “tacche sulla cintura”. Non si limitava ad uccidere, lui cercava di conoscere la storia di quelle creature, capirne le abitudini, conoscerne ogni dettaglio… quando poteva, e il nome era altrettanto importante.
Fece il segno della croce prima di riprendere l’auto. Non sapeva se sarebbe davvero servito dedicare quella preghiera a tutte le creature dannate che faceva fuori; forse poteva aiutarle, o forse aiutavano lui a sentirsi meno abominevole delle sue stesse vittime.
La vasta piazza ovale che accoglieva Saint Patrick era deserta, come di consueto a quell’ora tarda. L’unico rumore a spezzare quel silenzio immobile fu ancora una volta il rombo pulito e regolare del motore della sua Porsche nera che procedeva lenta e indisturbata. Passò lentamente ai lati delle tre fontane che ornavano lo spiazzo, una sottile ironia con le quali qualcuno aveva voluto prendersi la briga di “onorare” la città.
Un sobbalzo, breve, lieve ma improvviso fecero affondare il piede del Cacciatore sul pedale del freno. Un sorriso ironico accolse la figura che gli si parava dinnanzi.
Uscì dal veicolo poggiando il braccio alla portiera assaporando per qualche istante la candida figura della donna. La sua pelle innaturalmente chiara, riluceva nella luce notturna mentre la sua corta chioma di fuoco si armonizzava in un perfetto contrasto con gli occhi azzurri come il cielo diurno.
John sfilò via gli occhiali da sole.
<< E’ in cerca di un passaggio ho sta solo tentando di rovinarmi la carrozzeria? >> sorrise affabile, la conosceva appena e per il momento non gli andava a genio. Diffidenza? Cinismo? No, c’era qualcosa in lei, qualcosa che in quella melodica donna stonava irrimediabilmente.


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"Flanigan era quel tipo di uomo imprevedibile e mutevole
che nemmeno una veterana come me era in grado di comprendere.
Era come un libro scritto con macchie di inchiostro e senza alcuna parola.
La lingua sconosciuta delle sue pagine
non faceva altro che alimentare la mia morbosa curiosità."

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view post Posted on 1/5/2009, 15:03Quote
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La figlia bastarda della Luna

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 5/5/2009, 22:39


I freni inchiodarono instantaneamente sporcando di nuovo il religioso silenzio notturno. Quando l'uomo aprì lo sportello, Teresa si alzò in piedi rimanendo però sul cofano della macchina.
Alla riunione quel cacciatore era stato l'unico a ricevere le attenzioni della rossa. Bell'uomo, misterioso, con un feticismo per gli occhiali da sole. Tra l'altro non smetteva di fissarla per qualche strano motivo.
-Oh no grazie, niente passaggio. Ho parcheggiato la mia moto poco più in là- sorrise ironica anch'ella prima di saltare giù dalla macchina, atterrando con un sonoro rumore di tacchi -volevo solo fare la sua conoscenza, alla riunione non abbiamo avuto modo di parlarci direttamente.-
Lo squadrò dal basso in alto per un secondo, prima di guardarlo direttamente negli occhi -Teresa De La Lune- tese la mano che sembrava quasi luccicare. Quella notte la luna era piena.
-Allora..che pensa veramente del piano del professore?-
Le parole del ragazzo, qualche sera prima, erano risultate le più affini al pensiero di Teresa che si era sorpresa a provare curiosità per lui.
Lei che mai si era concessa di prendere in considerazione un altro essere umano ora voleva conoscerne uno. Perchè?
Perchè la continuava a guardare in quel modo così diffidente? Qualcosa di diverso dallo sguardo che si riserva agli sconosciuti. La guardava come fosse un nemico..
Ecco spiegato il motivo. L'eco della sua ossessione l'aveva portata a quell'incontro. E ora qualunque verità fosse venuta a galla, la capacità di ignorarla di Teresa sarebbe stata di nuovo messa alla prova.

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view post Posted on 2/5/2009, 20:34Quote
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John Flanigan

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 31/12/2009, 01:21


Continuò a sorridere osservando ogni minimo movimento della donna. Teresa scese dal cofano dell’auto con un balzo atletico e fin troppo misurato, godeva di un’agilità e un portamento che avrebbero fatto invidia anche alla più leggiadra delle creature della notte.
Istintivamente John spostò per un istante la sua attenzione sul punto in cui si trovava Teresa poco prima, la carrozzeria dell’auto era incolume. Tornò lentamente a cercare gli occhi della Cacciatrice e lei fece altrettanto fissandolo a sua volta, sembrava stesse frugandogli nello sguardo come a volervi leggere una verità celata, e ce ne erano più d’una che avrebbe potuto trovarvi, peccato non le fosse minimamente permesso. Sostenne lo sguardo senza problemi, come aveva già detto, c’era qualcosa in lei che gli sfuggiva.
<< Peccato… >> disse serrando leggermente le labbra e sollevando appena le sopracciglia << un’amante delle due ruote. Piacere mio, John Flanigan. >> rispose tornando a sorridere e andando a stringerle la mano. Era tiepida. Buona parte dei suoi sospetti caddero in quell’istante, ma ben altri sostituirono subito il vuoto che si erano lasciati alle spalle.

-Allora..che pensa veramente del piano del professore?-


Restò in silenzio per qualche secondo studiando attentamente la domanda. Ricordava ancora la risposta che lei aveva dato alla proposta del Professore, una risposta spavalda e diretta, due facciate della stessa medaglia, due caratteristiche che dominavano anche il carattere della donna.
<< Cosa la fa dubitare della sincerità della mia risposta? >> si accigliò appena sorridendo divertito mentre pronunciava quelle parole. Probabilmente Teresa aveva colto qualcosa quella sera al porto, capire cosa e fino a che punto si sarebbe rivelato interessante, tanto quanto scoprire cosa ci fosse in lei di... diverso.

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