Speyer: The Obscure City

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riflesso
view post Posted on 22/4/2009, 22:18Quote
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La figlia bastarda della Luna

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 5/5/2009, 22:39


Le piaceva così. Tutto aveva un gemello, tutto era doppio, tutto era necessariamente diviso.
Ogni stella ammiccava alla propria compagna ed ogni albero era seguito nel suo frusciare dalla propria immagine lì, riflessa nel lago. Anche la luna madre si sdoppiava bianca e perfetta per quella figlia mai riconosciuta lì, riflessa nel lago.
Teresa era in piedi sulla sponda. Non sapeva quale aspetto avesse ora ma conosceva la posizione di ogni ciocca di capelli della ragazza che la fissava beffarda dallo specchio d'acqua. Si sentiva quasi violata da quegli occhi blu, infastidita dal suo stesso(?)sguardo. Quella le stava sorridendo..
Una folata di vento, come spesso accade, ruppe l'immobilità del momento increspando lo specchio della realtà. Per un secondo non furono più due ma cinque, dieci, venti.
Solo un secondo. Così era sbagliato.
Il soffio del cielo si calmò ed ecco tornata la gemella che sapeva, col suo sguardo ironico e saccente.
Cercava di ipnotizzarla, di convincerla.
Finalmente con sforzo sovraumano Teresa si costrinse a distogliere lo sguardo, strizzando forte le palpebre e girando di scatto la testa. Le gambe vacillarono per un momento prima che tutti gli spettri tornassero a dormire in qualche angolo della sua mente, lasciandola libera di vivere nell'illusione di essere umana.
Le tornarono alla memoria i movimenti di quella sera. La scelta di camminare per tutta la città, gli occhi fissi suoi propri passi, il suono del suo respiro nei vicoli deserti. Il cancello del parco rimasto socchiuso e poi quella forza magnetica che la chiamava a sè, che l'obbligava a cercarsi.
Si riscosse costringendosi ad allontanarsi da quella prigione che altro non era che sè stessa..eppure uno sguardo ancora..cosa avrebbe potuto fare?


Lorenzo Adalberti

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view post Posted on 22/4/2009, 22:50Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/5/2009, 13:40


La notte.
Il parco.
Avrebbe bevuto, il Principe. Quel vino più rosso del vino, quel sangue più dolce del sangue.
Anche in vita si era versato una coppa di vita: lo ricordava; era in compagnia del Marchese Cavalli, un perverso quasi quanto lui. Una giovane prostituta era caduta nel loro gioco: capelli corti, rossi come il fuoco che lentamente bruciò le sue spoglie mentre i due assaggiavano la sua linfa. E l'aveva trovato divino. Avevano brindato al Signore: un'eucarestia ancora più vera, un omaggio alla Maddalena.

Una notte fredda, persino per un cadavere. Nel parco avrebbe trovato coppie di amanti, drogati, poeti. Sangue caldo, allucinato o lontano: un'ottima carte des vins.

Ma un lampo rosso, caldo come il peccato ferì il suo occhio immortale. Coincidenze: ce ne sono troppe nell'infinito per crederci. Lei sarebbe stata il suo pasto, il suo macabro orgasmo. Guardava se stessa, poesia, riflessa nel lurido stagnetto. Incantata in cerca di chissà quali risposte.
Gliele avrebbe fornite lui.
Si concentrò quel giusto, il Maestro delle Illusioni. Ed ecco che la giovane vide l'altra se' allargare le braccia in un invito, nuda nel coraggio di sfidare la sua padrona.
E il Principe si avvicinò lentamente, silenzioso come solo i Dannati sanno essere, e posò le sue labbra sull'orecchio di quell'anima presto redenta.

Io ti ricordo, Narciso, avevi il colore della sera, quando le campane suonano a morto.

Un sussurro lascivo, il Serpente che sibila all'orecchio di Eva. Avrebbero peccato insieme, quella notte, in un'estasi di sangue: in un valzer di morte.

Perfino di fronte alla Grazia Divina la vita è dolce...


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view post Posted on 23/4/2009, 15:32Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 5/5/2009, 22:39


Fuoco-ghiaccio, freddo-caldo. Perchè tutto le sembrava armonicamente contraddittorio?
Dolci le spire del delirio..
Teresa osservava il suo riflesso sorridere con quell'aria superiore. "Sei un mostro Teresa."
"No non è vero!"
"Sei un mostro Teresa"
Era dolce quella rivelazione, pronunciata da una voce tanto suadente da sembrarare un invito.
Ed ecco, incanto, che colei che sapeva aprì le braccia a colei che non voleva sapere.
La forza della follia era tale da bloccare qualunque domanda?
Lo sarebbe stata se non avesse avvertito in quell'immagine una straniera alla sua pazzia, contaminata dalla realtà e non puro frutto di lei stessa.
Un soffio caldo, terribilmente inaspettato, le solleticò il collo. Per fortuna l'addestramento e il dna parzialmente modificato erano riusciti a rendere i suoi riflessi immuni ad ogni tunnel.
Meno di un battito di cuore e la ragazza si ritrovò alle spalle dell'uomo, un coltello puntato alla sua gola.
La scarica di adrenalina l'aveva completamente risvegliata, libera da sè stessa per un altro po' ancora.
..Uomo?
Una strana aurea aleggiava intorno a quella creatura. La pelle brillava alla luce della luna, fredda e liscia come il marmo. La schiena di Teresa era ancora scossa dai brividi dovuti a quel sussurro..
No, non uomo. Vampiro.
Forse un cacciatore serio non avrebbe esitato e l'avrebbe ucciso approfittando dell'effetto sorpresa, ma Teresa non perorava quella causa con il furore tipico, non credeva in nessun Dio, in nessun bene o male. Per lei nessuna vita era importante tranne che la propria. Obbediva agli ordini, e basta.
Non affondò quindi la lama ma si avvicinò all'orecchio de ll'immortale, così come si era accostato lui
-Oggi è domenica, domani si muore.-
Ma lei era calda, rossa come fiamma
-sei stato tu?-
Lei non era come lui.
Vero?

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view post Posted on 23/4/2009, 16:12Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/5/2009, 13:40


No, siete stata voi. L'acqua è il conduttore universale.

Da lontano, quello sarebbe sembrato un bacio: lui all'orecchio di lei, lei a quello di lui.
Da vicino quella era una trappola mortale: sì, Lorenzo l'aveva capito, la ragazza non era un'indifesa sognatrice; era un'impalatrice, era la lama capace di uccidere un dio. Troppo calma, poco sorpresa. Chi avrebbe riconosciuto e citato nuovamente Pasolini, con un mostro alle spalle pronto a dannarlo? Cacciatrice. Sibilò appena, prima di lasciar fluire il sussurro.

Elettricità, paure, sogni: cosa cercate in quella polla?

Ecco, di nuovo, Ora il riflesso mostrava i due corpi persi nel piacere dell'Abbraccio, mostrava il vampiro donarle sangue dal petto, come nella migliore tradizione.

La vita eterna? O è proprio della notte che avete paura, di quella luna così bianca da far male?

Passò la lingua sul lobo dell'orecchio, mentre nell'acqua immagini sempre più offuscate di lussuria prendevano vita.
E improvvisamente la voltò verso di se': bella era un eufemismo. Troppo bella, per una mortale. Troppo pallida, troppo dannata.

Uccidimi, è l'unica occasione che avrai di farlo, stanotte.

Perfino di fronte alla Grazia Divina la vita è dolce...


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view post Posted on 23/4/2009, 16:56Quote
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Le immagini nel lago continuavano a cambiare, riflettendo prima realtà e poi possibilità. Teresa osservò la nuova illusione stringendo appena gli occhi blu finendo poi per ignorarla, inspiegabilmente attirata di più da quelle parole. Luna che fa male..
-non ho paura di mia madre..- sussurrò la sua gemella mandando quasi in trance Teresa, come ripentendo un ritornello imparato a memoria anni prima per dividere l'animo della rossa.
Cosa cercava lei? la risposta era semplice ma non l'avrebbe certo rivelata a uno sconosciuto, seppure affascinante, seppure letale.
-Cerco me stessa..per caso mi hai vista?- un ultimo sussurro prima di una risata appena accennata su quelle labbra, senza divertimento. Solo veleno.
Quando lui la fece girare Teresa incatenò gli occhi neri ai propri di ghiaccio, costrigendolo ad un'invisibile prigione. L'arma ancora appoggiata sulla pelle bianca.
-La noia ti ha già raggiunto? desideri così tanto..- fece una piccola pressione sul suo collo, graffiandolo appena -..la morte?-
Di nuovo quello spettro di risata, folle ma freddamente crudele allo stesso tempo.
-Non ho intenzione di esaudire il tuo desiderio, vampiro..- sputò quell'ultima parola con disprezzo. Umana, umana fino al midollo.
-non attaccarmi e avrai salva l'esistenza- la vita, quella l'aveva perduta da tempo.

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view post Posted on 30/4/2009, 14:19Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/5/2009, 13:40


Siete italiana vero?

Il vampiro fece una carezza all'aria, sopra al lago: l'acqua tornò semplice copia del reale, qualche vita in più nel mezzo.

Parlate un pessimo tedesco. Oserei trovare anche delle inflessioni francofone, ma talmente mal distribuite che al massimo possono essere un qualche retaggio poco onorato...

Lorenzo scartò a sinistra, sottraendosi al falso gelo del coltello. Appoggiò il peso sul bastone da passeggio.
Sciolse l'espressione in un sorriso.

Come si può essere stanchi della vita mia signora?
Quando ancora respiravo, due secoli fa, nel momento del trapasso... l'ho vista, la bellissima luce che mi chiamava a se'. E nonostante questo non rifiutai il dono della mia regina: potreste chiamarmi stupido, ma perfino di fronte alla Grazia Divina la vita è dolce.


Sorrise nel portare il bastone sulla guancia della cacciatrice.

Voi provate disgusto per me, lo vedo. Ma non è qualcosa cha ha a che fare col vostro ruolo, no. Voi odiate la mia natura. Ora mi chiedo, perché?

Nell'aria, lontana, un'eco dall'alto: Guardami, guardami. Illusione: il bello dell'immortalità.

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view post Posted on 1/5/2009, 15:14Quote
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L'acqua del lago tornò a riflettere la noiosa realtà mentre il vampiro si liberava della finta presa di Teresa.
-Sono nata vicino ad Assisi- rispose in italiano. Non le era mai piaciuto il tedesco, ma quell'osservazione sulle "inflessioni francofone" le accese una lampadina nel subonscio.
Per un attimo tornò in qualche fredda biblioteca del passato, con gli occhi rivide delle righe scritte frettolosamente su una pergamena. Parlavano di un'aggressione, di capelli rossi, di una colpevole francese. L'inchiostro era color del sangue.
Di colpo tornò al presente, la creatura dannata ancora al suo fianco. Poteva avvertire l'attrazione magnetica che egli esercitava su qualunque essere vivente. Su di lei.
-Perchè sei un mostro.-
Risposta debole, Teresa. E ne sei consapevole. Solo un altro ritornello imparato anni prima, ripetuto tante volte prima di andare a dormire.
"E io non sono come te."
Ecco, stai facendo progressi. Almeno ora sei più sincera. Ma non pronunci queste parole e sai perchè? Perchè la verità ti fa una paura tremenda.
Gli occhi azzurri, così deboli quella notte, preda dello sguardo nero del diavolo.
Lui non è un mostro. Voi lo siete.

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view post Posted on 1/5/2009, 15:42Quote
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Oh sì, sono un mostro.

Il bastone scese sul collo della ragazza, prima di tornare appoggio per le mani del Principe. Ora parlava italiano.

Ma questo non basta per meritarmi il vostro disprezzo. Siete pallida, mia cara... bianca come la luna, se mi permettete la ripetizione.
Sapete, quando un dannato ne incontra un altro nello stomaco si forma un piccolo vuoto, come in una veloce discesa. E' il sangue malato.


Alzò gli occhi alla luna, respirando l'aria notturna.

Laudato si', mi Signore, per sor'acqua, la quale è molto utile et hùmele et pretiosa et casta...
Quindi avete macchiato la Santa Assisi con la vostra nascita maledetta, mia Signora?


Riportò lo sguardo su quel piccolo simulacro di luna.

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view post Posted on 1/5/2009, 19:52Quote
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Arduo decidere cosa era più freddo. Se le parole sibilate a denti stretti o il bastone che le toccò, accarezzò, il viso. Teresa ne seguì il movimento continuando a guardare con disprezzo il suo padrone.
Le parole del principe si insinuarono nella mente della ragazza, ripetendosi mille e mille volte sovrastandosi a vicenda ognuna di loro, lasciando un'eco malsana e infinita.
Gli occhi della rossa erano bloccati sulla bocca del vampiro quando l'ultima sarcastica domanda raggiunse le sue orecchie.
Fu un lampo.
Gli si era avvicinata stringendogli un braccio e facendo sì che la creatura si girasse, imprigionandolo come qualche minuto prima. Stavolta però non era il coltello ad essere una minaccia ma una pistola caricata di cromo, che premeva sulla sua tempia.
Era come se avesse corso per ore: aveva il fiatone e il suo cuore sembrava aver deciso di balzarle fuori dal petto. La rabbia (la paura) le annebbiavano la vista mentre dalle sue labbra sembrava uscire una litania, un malato sussurro:tu non sai niente di me non sai niente di me non sai niente di me..
Sussurro che si fece più chiaro quando la ragazza si avvicinò all'orecchio del principe. Sussurro che si fece pericolosa promessa di seconda morte.
-tu non sai niente di me.-

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Sì, fu un lampo.
Il profumo della notte s'inchinò all'odore del cromo. Le viscere morte del vampiro si contrassero in uno spasmo di paura, la coda d'una lucertola che ancora si muove.
Probabilmente aveva già sparato, quella pistola; o era stata pulita male. Fatto sta che la canna custodiva un leggero riflesso della maledetta sostanza. Un dolore che Lorenzo non aveva mai provato.
La bocca si aprì in un ringhio, i canini bene in mostra. La voce si tramutò nel rantolo del diavolo.

E tu, tu cosa sai di te stessa?

Tirò fuori la lingua e accarezzò la guancia della dannata (quanto dannata!). A pochi passi da loro una violenta esplosione: solo un inganno all'orecchio della cacciatrice, quel che bastava per liberarsi dalla sua stretta.
Era più forte di lei, lo sentiva. In breve scambiò le loro posizioni, immobilizzandola come lei aveva fatto.
Sulla tempia del vampiro un segno rosso, dolore... rischiava di essere ancora... umano... dunque?
Tirò verso l'alto: crack; sentì l'osso del Radio spezzarsi sotto la presa dell'immortale.. Tempus omnia vincit: anche il possente scheletro umano.
Avvicinò la bocca al suo orecchio, la voce tornata suadente.

Tu uccidi per dimenticare, vero? Ogni proiettile di cromo, ogni raggio di sole ti serve per convincerti che tu non sarai polvere maledetta come quella che il vento spazza ai tuoi piedi.

Respirò a fondo i suoi capelli rossi di peccato.

E' una promessa questa, cacciatrice: io ti smarrirò fra le onde immortali e tu mi chiamerai Sire.

Passò i canini a fior di collo, ma non affondò.
In breve una fitta nebbia avvolse la sua antica figura, tutto il parco: un altro inganno agli occhi della piccola luna rossa. Nella sua testa passi in ogni direzione.

non innamorarti della notte così follemente da non riuscire a ritrovare la strada...


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