Speyer: The Obscure City

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Sosia
view post Posted on 15/4/2009, 22:27Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/5/2009, 13:40


Notte scura, notte senza la sera, notte impotente, notte straniera.

Non così spiacevole per essere una cittadina senza perché. Lorenzo si trascinava lentamente lungo la via principale, osservando attentamente quello sfavillio di luce elettrica, di pulsante corrente che trasmetteva vita alle strade. L'uomo aveva intrappolato il fulmine, novello Zeus: e Lorenzo aveva visto i primi Prometei che ripudiarono il dono antico, che uccisero il mondo a candela.

La sera portava il sonno dei fiori addormentati, l'essenza del mondo che si sveglia. Il Principe si sforzò di non pensare alla vicina estate, a quel dannato sole che non voleva saperne di mettersi a dormire, che tramontava sempre più tardi.

Tra volti di pietra tra strade di fango

Un negozio di televisori, ancora aperto, faceva brillare la vetrina di luci rosse azzurre; il vampiro si fermò attirato dalle immagini: aveva visto migliaia di volte quel film, Dracula di Coppola. Molti trovavano una sorta di somiglianza fra lui e Gary Oldman... Lorenzo questo non poteva saperlo: erano due secoli che non riusciva a vedere la propria immagine.

Perfino di fronte alla Grazia Divina la vita è dolce...


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view post Posted on 16/4/2009, 20:58Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 30/12/2009, 23:45


Per quanto mi sforzassi di evitare come la peste i miei simili e non, trovavo buffo come il fato mi mettesse continuamente nelle condizioni di incontrarli ad ogni svolta del mio cammino. Speyer, per quanto potesse essere una piccola campana di vetro perduta tra città celebri europee, era un richiamo irresistibile per immortali e, ovviamente, cacciatori.
E pensare che mi ero trasferita in quella cittadina fredda per starmene in pace, continuare a vivere la mia noia quotidiana nel susseguirsi dei secoli...
Quella sera la luna sbirciava il mondo da dietro un'informe pennellata di nembi scure che poca luce lasciavano passare. I lampioni dal corpo metallico riflettevano una luce intensa ma maledettamente piatta e falsa, sul marciapiede ben cementato mentre il rumore dei miei tacchi rimbombava nell'aria perdendosi poi in essa, diminuendo d'intensità, scomparendo lentamente.
Difficile comprendere a cosa stavo pensando. Il più delle volte mi ritrovavo ad avere la mente completamente svuotata da qualsiasi argomento per la mia stessa brama. Dopotutto, a cosa poteva anelare la mente di un cadavere di oltre duecento anni? Ormai il rifiuto per la mia stessa natura, l'avevo levigato con cura attenuandolo maggiormente, lavorandolo di giorno in giorno come si fa con la creta fino a ridurlo ad un pensiero quasi fastidioso che nei momenti di noia mi divertivo a soppesare.
Il fatto che stessi diventando o meglio, che ero già divenuta una bestia senza il minimo straccio di sensibilità, non mi provocava nemmeno un pò di disgusto...
Così come i bambini che temono il mostro nascosto nell'armadio. Crescendo essi lo dimenticando lì, non gli danno più in pasto le proprie paure e quasi, inconsciamente, imparano a conviverci.
Cosa c'è dentro a quell'armadio? Il terrore ben alimentato di anni di puerilità e nonostante nessun corpo dalle fattezze mostruose vi giaccia dentro, l'aria malsana che sprigionano quei timori nostalgici, finiscono per avvelenare l'animo.
Avevo fatto la stessa cosa con me stessa, dopotutto.
Un odore delicato e ben conosciuto stuzzicò i miei sensi attenti. Sapeva di "tempo" e maledizioni, abomini e rivendicazioni. Conoscevo fin troppo bene quell'olezzo per non esserne attratta.
La stessa essenza per la quale i Lycan ci accusavano di puzzare.
Alzai appena lo sguardo notando che dalla parte opposta, sull'altro lato della strada, una figura di spalle era ferma davanti ad una vetrina di televisori. Tutto nella postura di quell'essere suggeriva una certa...bellezza aristocratica.
La vita mortale che avevo trascorso alla corte francese mi aveva pur insegnato qualcosa...eccezion fatta per i francesi stessi: con o senza parrucca risultavano nei modi e nei costumi, dei porci completi ed irrimediabilmente ignoranti.
Mi avvicinai appena mantenendo una certa distanza da esso. Silenziosa, nonostante i tacchi tradissero i miei stessi passi felpati. Comunque, non avevo cattive intenzioni, assolutamente. Rimanevo, nonostante tutto, una donna pigra e neutrale...praticamente disinteressata a tutto ciò che non mi riguardava e non solo.
Mi alzai un pò sulle punte e l'immagine trasmessa dal vetro luminoso della TV mi portò alla mente vecchi ricordi.
Un bel film, certo. Con quale fantasia Bram Stoker era riuscito ad immaginarci in quel modo, nel suo libro?
L'esistenza del suo personaggio, l'enigmatico Conte Dracula, assomigliava sicuramente di più ad una condanna a dispetto dei nostri vantaggi.
Acqua Santa, croci e preghiere...probabilmente se tutto ciò avesse veramente potuto ucciderci, a quest'ora la piaga che imperversava su Speyer sarebbe stata nulla di più di una sciocchezzuola.
Una donna, Mina con ogni probabilità, piangeva tenendosi il volto tra le mani. Combattuta con sè stessa mentre dalle labbra sensuali dell'attrice sfuggivano delle parole non udibili attraverso il vetro spesso del negozio.
Così l'anticipai io cogliendo perfettamente le movenze della sua bocca.
Dando voce ad un'immagine spenta...
Voglio essere come voi siete, vedere come voi volete, amare come voi amate.


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view post Posted on 18/4/2009, 22:11Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/5/2009, 13:40


Vi condannerei volentieri alla vivente morte, mia Signora, ma il vostro sangue è fermo quanto il mio.

Il Principe non distolse lo sguardo dalle immagini che si susseguivano sullo schermo: la voce che era arrivata al suo orecchio portava un retaggio antico di morte, un Fratello. Quella città era davvero interessante: sembrava che a Speyer si fossero dati convegno tutti i figli di Caino, aveva già incontrato un paio di Cacciatori e quel dannato fetore di lupo che inquinava l'aria già così satura di lordume...

Nello schermo, ora, in un estasi sessuale Mina stava diventando un'ombra al pari del Conte... ripensò alla notte del suo Abbraccio: ricordava solo dolore, atroce agonia, nonostante le carezze della sua Signora, niente di neanche lontanamente piacevole.

Sarebbe bello, in fondo, un po' di romanticismo in tutto ciò. Non trovate mia dolcissima sorella?

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view post Posted on 19/4/2009, 15:52Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 30/12/2009, 23:45


-Vi condannerei volentieri alla vivente morte, mia Signora,
ma il vostro sangue è fermo quanto il mio.-

Sorrisi appena, soppesando le aprole dell'uomo o meglio, della stessa bestia notturna che ero anche io. Strano come la mia vita, parlando di quella immortale, fosse costellata da incontri particolari...non che l'essere vampiro fosse qualcosa di normale, sia chiaro, ma il fatto che dovessi riscontrare quella maledizione in individui ancor più insoliti della sottoscritta, era diventato quasi un hobby. Un Quiz dove la domanda più divertente era "che razza di pazzo mi capiterà tra i piedi alla prossima?"
Questa volta non potevo certo dire che si trattasse di un folle, ma il suo modo di parlare d'altri tempi risvegliò in me quei ricordi d'esistenza mortale in parte nostalgici, in parte odiati. Dopotutto, cosa potevo desiderare di quella ragazzina viziata e leggera che ero stata? Ero solamente in grado di rimproverarmi ciò che non avevo fatto. Tutte le sensazioni meravigliose che in quanto ad umana potevo provare e che ora non mi provocavano altro se non un sottile disgusto o in alternativa...praticamente nulla.

-Sarebbe bello, in fondo, un po' di romanticismo in tutto ciò.
Non trovate mia dolcissima sorella?-

Alzai nuovamente lo sguardo che inavvertitamente era finito sull'asfalto gelido di umidità notturna. L'uomo era ancora fisso verso quel film come se ne stesse contando tutte le falsità della "rinascita" così come veniva presentata dal regista.
Sarebbe stata una bella storia se in cinque minuti i denti di un vampiro fossero riusciti a darti nuova vita. Invece no...era costretto a vacillare tra la morte che tentava di tradcinarti giù appendendosi alle tue gambe, e una vita, anch'essa simile alla fine, che in caso di fortuna sfacciata volgeva il suo sguardo verso di te: povera anima sedotta, finita per sbaglio sotto le cure troppo morbose di una bestia e delle sue zanne.
Il romanticismo, dite? No...lo trovo maledettamente nauseabondo e smielato, mi spiace.
Ho smesso di credere nelle favole tanto tempo fa.

Probabilmente avrei dovuto ringraziare colui che mi aveva impresso il suo dannato marchio sul collo oltre due secoli prima. I ricordi bruciavano ancora sulla pelle.
Il romanticismo regalatomi da esso non era stato altro se non una sporca menzogna per potermi avvicinare sempre più alle sue mire.
Già...se non mi fossi lasciata andare al romanticismo, probabilmente ora non sarei altro se non un mucchietto di ossa ben disposte sotto chissà quale cumulo di macerie in una zona remota di Lione.


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view post Posted on 21/4/2009, 01:40Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/5/2009, 13:40


Una favola che smette di credere nelle favole, nientemeno...

Passarono tre secondi e Lorenzo decise finalmente di lasciare Dracula al suo lungo tragitto verso la vera morte, abbracciata in un atto d'amore.
I suoi occhi antichi incontrarono quelli della vampira, bella come solo la Luna maledetta sa esserlo. Fissò la bocca, dietro la quale sapeva celarsi il suo potere, la malattia che regalava o sconfiggeva la morte.
Si tolse il cappello con fare lento, senza inchinarsi però, non avrebbe lasciato quel contatto per niente al mondo: che evento divino il concilio di due demoni.

Chiedo scusa signora, non crediate che vada in giro a dispensare volgari apprezzamenti: quel favola era rivolto alla vostra natura, non all'aspetto. Per quanto non sarei certo caduto nell'errore, se non per quel che riguarda l'educazione.
E dunque, un vampiro che volta le spalle alla Dea Speranza: che senso ha la vostra immortalità?


Chissà da quanto segnava il suolo coi suoi passi maledetti: millenni, secoli, anni, giorni? Da quanto era stanca di una vita non respirata?

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4 replies since 15/4/2009, 22:27
 
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